Dieta Anticancro: Elenco Cibi Radioattivi

Quando inizi una dieta per dimagrire, spesso perdi di vista il contenuto, ossia se quello che mangi è davvero salutare, ma non tanto a livello di nutrienti e vitamine. Il rischio è di alimentarsi quotidianamente con prodotti d’importazione che aiutano a perdere peso, ma che altri paesi considerano radioattivi, come frutti di bosco, funghi ed altri alimenti contaminati dalle radiazioni nucleari. Ecco perché è fondamentale l’abitudine di leggere l’etichetta: pensa al futuro e non controllare solo quanti zuccheri o carboidrati potresti ridurre. Sapere da dove proviene un determinato alimento, nel giro di pochi o molti anni potrebbe salvarti la vita e farti trascorrere una vecchiaia più lunga.

Importiamo prodotti contaminati

Quello che dovrebbe farti fermare anche solo un attimo a riflettere, è che i paesi colpiti dal disastro nucleare di Chernobyl, o quello di Fukushima, hanno imposto sui prodotti agroalimentari contaminati limiti più restrittivi rispetto a quelli europei e interrotto la commercializzazione di tali prodotti alimentari a livello locale, ma legittimamente esportati nei paesi dell’Unione Europea e venduti e consumati all’interno dell’Europa, Italia inclusa.
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Il problema dei controlli alimentari

Bruxelles ha proposto di cancellare i controlli sul potenziale cibo radioattivo proveniente dal Giappone, si pensa per concludere l’accordo di libero scambio UE-Giappone (JEFTA).
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Il problema dei test atomici della Corea del Nord

Il passaggio alle prove in atmosfera delle bombe H potrebbe portare radiazioni verso la Corea del Sud, Giappone e isola di Guam, in territorio americano, e contaminare anche gli alimenti che verrebbero esportati in Europa.
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Prodotti radioattivi anche dalla Francia

Il problema principale è che anche da alcuni Paesi europei importiamo alimenti radioattivi, vedi ad esempio i controlli a campione di prodotti provenienti dalla Francia, che sfiorano a malapena l’1%. Dalle patate alle ostriche, dalla carne d’allevamento all’acqua in bottiglia, dalle castagne ai marroni, tra i nostri maggiori fornitori di cibo svetta infatti la Francia con il 25,7% del totale, ma tra i paesi comunitari seguono la Germania con il 20%, l’Olanda con il 10,7% e la Spagna con il 9,3%.
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Dal 2018 nuove norme sulla radioprotezione

Le dosi di radiazioni ionizzanti sono normalmente così ridotte da non presentare conseguenze negative per la salute nel breve periodo. Ma le nuove regole sono state rese necessarie perché, alcune conseguenze, in particolare il cancro, possono manifestarsi in un momento futuro. Per minimizzare questo pericolo, una direttiva dell’Unione europea (UE), adottata a dicembre del 2013, ha introdotto nuove norme di sicurezza, e la data di scadenza alla quale gli stati membri devono far riferimento per adattarsi alle nuove regole è il 06 febbraio 2018.
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Elenco cibi radioattivi

Gli alimenti naturalmente radioattivi

In natura esistono frutti molto utilizzati come sostituti del pranzo nelle diete di dimagrimento, ma alcuni di questi frutti sono radioattivi perché ricchi di potassio, come la banana, l’albicocca e la frutta secca a guscio. Motivo in più per ragionare su cosa preferiresti mangiare durante un regime alimentare più restrittivo, in cui di solito di preferisce proprio la frutta e la verdura. In ogni caso, non devi preoccuparsi troppo nel breve periodo: basti pensare che la dose di radiazione dovuta a una banana del peso di 150 gr. equivale a circa 0,1 μSv. Forse a preoccuparsi un po’ di più per la radioattività delle banane potrebbero essere i marinai a bordo di navi perché esposti a grandissime quantità di banane d’importazione.

Dieta radioattiva anche per vegetariani e vegani

È vero che tutti gli alimenti di origine vegetale sono ricchi di proteine, tra l’altro ottima alternativa se hai intenzione di ridurre il tuo apporto proteico quotidiano animale e sopperire in maniera salutare. Ma i legumi, i cereali, i semi e le alghe, sono anche ricchi di potassio, valido rivale del sodio. E in ogni grammo di potassio puro, che si trova nell’acqua a negli alimenti, è contenuto circa lo 0,0117% di 40K, un isotopo radioattivo che irradia nell’ambiente circa 31 becquerel al secondo.

E le noci brasiliane?

Forniscono molti nutrienti ma non sono adatte ad una dieta per il sovrappeso, e sono “solo” un altro alimento naturalmente sottoposto a decadimento radioattivo: anche in questo caso non devi preoccuparti perché un’esposizione a 100 µSv (che corrisponde all’assunzione di tre banane al giorno per un anno) incrementa il rischio di morte di circa un milionesimo, la medesima probabilità di rischio rilevata da routine di vita quotidiana, come guidare un’auto per 65 km, volare su un aereo a reazione per 4000 km, mangiare 40 cucchiai di burro d’arachidi, fumare 1,4 sigarette, dedicarsi alla canoa o al kayak per 6 minuti o passare 2 giorni nell’inquinamento urbano di New York.

Carni radioattive in Liguria

Un altro isotopo con decadimento radioattivo è lo Stronzio 90, che di solito si trova nelle ossa degli esseri viventi insieme al “Cesio 137” e “134”. La presenza di questi isotopi nel foraggio e nelle ossa di alcuni animali, poi abbattuti o confinati, insieme al Potassio 40, è forse un po’ troppo sottovalutata.
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Riso radioattivo dal Giappone

Non rispettando il principio di precauzione, la proposta di accordo della Commissione Europea rischia di far aumentare l’importazione di prodotti radioattivi dal Giappone, come il riso, e le negoziazioni di libero scambio non possono relegare in secondo piano la salute dei cittadini europei, in particolare quella dei bambini dato che uno dei prodotti derivati dal riso ritirato dalla lista degli alimenti da sottoporre ai controlli è il riso utilizzato negli alimenti per neonati e destinato ai bimbi.
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Elenco cibi anti radiazioni

È importante disintossicarsi dalle radiazioni e per farlo sono disponibili molti cibi anti-cancro volti anche a protezione dai danni dovuti all’esposizione alle radiazioni. Sono alimenti tipici della dieta macrobiotica, meglio se bolliti seguendo la filosofia yin e yang, ma non solo. Difendersi dall’inquinamento radioattivo è infatti possibile già dal 1945, quando per via della bomba atomica sganciata su Nagasaki, il dipartimento di medicina interna del St. Francis Hospital della città, guidato dal dottor Tatsuichiro Akizuki, curò la maggior parte dei sopravvissuti, situati a circa un miglio dall’esplosione, dagli effetti devastanti delle radiazioni.

  • radice di bardana;
  • coriandolo;
  • eleuthero;
  • basilico santo;
  • rutina;
  • selenio;
  • laminaria japonica;
  • alimenti ricchi di clorofilla;
  • olio di nigella;
  • zenzero;
  • miso (sostituto naturale del dado da cucina in quanto condimento derivato dai semi della soia gialla cui spesso vengono aggiunti altri cereali come orzo o riso);
  • riso integrale;
  • tamari;
  • alghe wakame;
  • altri tipi di alghe marine;
  • zucche Hokkaido;
  • sale marino integrale;
  • filetto di merluzzo;
  • orata;
  • filetto di spigola;
  • carote;
  • tempeh;
  • fagioli;
  • arance;
  • finocchi, bulbo;
  • pinoli;
  • ceci;
  • spinaci;
  • pistacchi;
  • petto di pollo;
  • tacchino;
  • pane bianco.

Vitamine accettate

  • A;
  • D;
  • E;
  • K;
  • B6;
  • B7.

Alimenti con l’inositolo esafosfato

L’acido fitico riduce il colesterolo, previene la carie, ma soprattutto è efficace nel proteggere il materiale genetico, nel fornire protezione dai raggi UVB (fondamentali per la sintesi della vitamina D assunta dal sole in estate ma anche responsabili di eventuali tumori cutanei), nella prevenzione e nella terapia antitumorale basata sulle radiazioni. In un esperimento condotto dalla University of Maryland School of Medicine e guidato dal patologo Abulkalam M. Shamsuddin, i cheratinociti, ossia il tipo di cellule più abbondante nell’epidermide umana che ha principalmente una funzione protettiva da aggressioni di organismi patogeni, calore, radiazioni UV e perdita d’acqua, si sono rivelate meno incline a subire apoptosi (programma di autodistruzione genetica) perché trattate con IP6 (noto anche come Hexaphosphate inositolo e acido fitico, una molecola di zucchero con sei gruppi fosfato allegate).

  • germe di grano;
  • crusca di frumento;
  • soia;
  • fagioli borlotti.

Alimenti e cibi da ridurre

  • cibi processati e raffinati;
  • zucchero raffinato;
  • dolci;
  • dolcificanti artificiali.

Ottimizzare il regime alimentare

È importante ridurre l’assunzione di cibi radioattivi e preferire quelli antiossidanti anche perché in Europa (inclusa l’Italia) è stato rilevato Rutenio-106 nell’atmosfera, ossia un picco di radioattività di origine ancora sconosciuta.
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Iodio naturale

Dose giornaliera: non deve superare i 500-1000 μg/die (microgrammi al giorno).

Proteggersi è complicato, ma quello che possiamo fare anche sotto l’aspetto dimagrante è cercare di difendere l’organismo con una dieta anti radiazioni in base anche alla professione o all’occupazione svolta. La dieta ideale segue infatti il lavoro, che può essere sedentario per gli impiegati in ufficio o irregolare per tutti i freelance che spesso saltano il pranzo o la cena. Per non parlare di manager e imprenditori. Però tutti hanno un qualcosa in comune, la protezione umana dalla radioattività: per questo è sempre opportuno assumere iodio (meglio se crudo, quindi al termine della cottura) al fine di non essere troppo sensibili alle radiazioni.

Alimenti con iodio naturale

  • tisane decontratturanti e disintossicanti;
  • acqua;
  • pesce marino;
  • molluschi;
  • alghe marine;
  • sale marino;
  • latte di mucca;
  • uova;
  • cereali;
  • pesce d’acqua dolce;
  • carne bianca;
  • frutta;
  • verdura.

Curiosità

Assumere per bocca il bicarbonato di sodio diminuisce la severità dei cambiamenti prodotti dall’uranio impoverito, ma è da assumere con moderazione. Invece, aggiungere 500 gr. di bicarbonato di sodio nell’acqua per il bagno, meglio se insieme anche ai sali di cloruro di magnesio, potrebbe salvarci la vita in situazioni di emergenza.
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Mappa radioattività

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